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Il mio libro di chimica organica ha le dimensioni ed il peso di un mattone. Al primo impatto abbatterebbe anche la più convinta voglia di studiare; se poi si parla di impatto dal punto di vista fisico, sicuramente causerebbe un bel bernoccolo :-P
Ho iniziato a sfogliarlo ieri e devo dire che è molto meglio di quello che sembrava. E' semplice da seguire, alla fine di ogni paragrafo propone un estratto dove si possono trovare condensate le informazioni utili ad un rapido ripasso e propone pochi esempi, ma mirati e chiarificatori.
Quando sono arrivato alle prime illustrazioni delle molecole mi è sorto qualche dubbio: la rappresentazione tridimensionale di ogni molecola era riportata due volte, un'immagine di fianco all'altra, praticamente identiche e non ne capivo il perchè. Poi in una pausa mi sono soffermato sull'introduzione del libro ed ho capito. L'introduzione recita così: "Queste immagini generate da computer sono disegnate in maniera tale che possiate vedere la figura in tre dimensioni. Con un opportuno visore ogni occhio metterà a fuoco indipendentemente una delle due immagini di questa proiezione, e vi sarà un'illusione di profondità della figura che uno sta osservando". E se lo studente quando è stato a Disneyland non ha rubato gli occhiali del cinema 3D?!? Niente paura! Poche righe dopo il libro spiega che si può ottenere lo stesso effetto ponendo il libro a 50 centimetri di distanza e cercando di mettere a fuoco un punto oltre il libro: sensazionale, direi!
Ma non è finita! Il meglio deve ancora arrivare. Perchè il libro sia avvincente deve avere il suo risvolto, come dire, "eroico". Lo studente agli arbori del terzo millennio vuole avere garanzia che il professore che ha scritto il libro sia un vero eroe della scienza! Per questo gli autori hanno posto al centro della pagina 179 questo riquadro:
Gli alchilborani bruciano con una brillante fiamma verde. Ai tempi in cui uno degli autori era uno studente appena laureato, egli si trovò sommerso per breve tempo da onde di questo fuoco verde. Solo l'uso degli occhiali di sicurezza ed i riflessi rapidi di un collega di laboratorio munito di un estintore permisero di poter scrivere questo libro.
Ora posso dirlo: caro Andrew Streitwieser (che già il nome potrebbe competere benissimo con uno Schwarzenegger), sei un mito!
BRIBORCO RULES!!!

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