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Ho passato 3 esami con 28, un filotto che mi rilancia verso quella che era la mia media al termine dell'anno scorso. Luglio sarà un mese incasinatissimo, dentro di me era maturata la convinzione di poter dare un esame a settimana invece ci sarà il solito bordello.
Scrivo solo ora, per gli amanti di questo blog, perchè sono stato pc-portatile-sprovvisto per l'intera settimana causa esame di inglese della mia Tata: per il rugby questo ed altro!
A proposito di rugby (nonostante qualcuno abbia già fatto la soffiata) si è concluso martedì il torneo studentesco di rugby, che vorrei descrivere un po' più nel dettaglio.
Il ritrovo non è stato felice. Gli organizzatori hanno spostato di un mese il torneo rispetto alla data ufficiale del 30 Aprile, senza pensare che alcuni ragazzi il 27 di Maggio non si giocano una partita di rugby ma magari una bocciatura o una buona ammissione all'esame di stato. Pertanto di una rosa di 14 ragazzi (12 convocati da una settimana, 2 accorpati successivamente) se ne sono presentati 10: di questi 10 uno non poteva giocare perchè ha frequentato il primo quadrimestre al Gioia, poi ha cambiato scuola e si è giocato l'ingresso nella squadra; un altro invece è venuto solo per farci fare numero, visto che se ne doveva andare alle 15.20 quando le partite iniziavano alle 15. Secondariamente ho appreso che invece delle 5 squadre partecipanti attese alla vigilia eravamo solo in 3: ITIS, Gioia e Respighi (l'altro liceo scientifico della città). Pertanto da un torneo a 5 si è passati ad un triangolare d'eccezione, con 2 squadre folte di rugbysti e con una rosa di 14 ragazzi ciascuna ed una sgangherata con 9 ragazzi di cui solo 4 rugbysti attualmente praticanti.
Una volta entrati in campo si sarebbe potuto pensare ad un triangolare di altri tempi: i "Blues" dell'ITIS con la loro divisa maglia blu e pantaloncini rossi a fare la parte di una Francia in trasferta nell'emisfero sud contro gli "All Blacks" del Respighi (che usavano le vecchie divise Lyons nere con numero bianco) e gli "Springboks" del Gioia, scesi in campo con una raggiante divisa verde e gialla, gentile concessione del Carpaneto Rugby Club (che non ha la squadra, ma ha maglie, borsoni, conetti...di tutto!). La cornice sembrava quella delle grandi occasioni. Ho fatto provare i ragazzi, ho cercato di motivarli, un piccolo discorso e alle 15 pronti a scendere in campo contro l'ITIS, sulla carta favorita per il torneo.
L'inizio con l'ITIS è buono: i ragazzi placcano più di quanto avrei sperato, ci stanno mettendo il cuore e riescono anche a riparare a qualche buco concesso in gioco aperto. Nonostante questo si vede che i ragazzi dell'ITIS, tutti giocatori di rugby, hanno una marcia in più e riescono ad andare in meta con l'ala. Una mischia a nostro favore vicino alla nostra meta fa trasparire l'ingenuità dei ragazzi e la malizia di chi invece gioca a rugby: la mischia era senza spinta, tuttavia i ragazzi dell'ITIS hanno spinto, hanno rubato la mischia ed il mediano non ha dovuto far altro che schiacciare in meta. Troppo facile, colpa un po' dell'arbitro ma soprattutto della nostra inesperienza. Ciò che mi ha sollevato è che la squadra non ha mollato, così dopo un'altra meta ITIS è arrivata la meta di intercetto della nostra ala: si chiude il primo tempo sul risultato di 3 a 1. Il secondo tempo è stata una formalità: l'ITIS ha fatto le proprie sostituzioni mantenendo gente fresca in campo, i nostri invece non hanno retto dal punto di vista atletico ed hanno lasciato più libertà agli avversari. Da una parte, un ITIS con la partita già in pugno segna altre 3 mete, dall'altra un Gioia senza pretese firma la seconda meta della bandiera con la più semplice delle azioni, da manuale del rugby(allenata pochi minuti prima di scendere in campo): risultato 6-2.
La seconda partita non ci compete, lasciandoci modo di recuperare le forze e qualche infortunio. Assistiamo alla partita tra All Blacks e Blues con un certo interesse e dentro di me ho pensato a Baricco e all'ultima Coppa del Mondo, con quella vittoria strappata sul finale dalla Francia sugli All Blacks favoriti ai quarti di finale. Guardo la partita. I primi 5 minuti di fuoco, con equilibrio in campo. Poi il terrificante gioco alla mano del Respighi (dove militano i migliori trequarti dei Lyons) che ha chiuso il primo tempo su un incredibile 5-1 per il Respighi. Poi l'intervallo, l'ITIS riorganizza le idee e concentra le energie (bisogna comunque ricordare che loro avevano già una partita nelle gambe) mentre il Respighi gongola. Secondo tempo: breve allungo del Respighi sul 6-1, poi un importante infortunio ad uno dei migliori in campo del Respighi, la presa di posizione dell'ITIS e la pioggia di mete. Risultato finale: 9 a 6 per un ITIS dilagante contro un Respighi troppo sicuro del risultato.
I giocatori dell'ITIS se ne vanno festeggiando il primo posto, a noi rimane di giocarci il secondo in quello che è un piccolo derby tra i due licei. Inizia la partita e dopo pochi minuti è meta Gioia. Poi un'azione giocata veloce e molto dubbia dal punto di vista del regolamento riporta subito in meta il Respighi. Il Respighi ci regala molti calci di punizione, mentre io nella pausa tra le due partite avevo detto ai ragazzi di giocare veloci tutti quei palloni e di picchiare dentro con i nostri solidi avanti, scelta che si è rivelata determinante: così facendo abbiamo impedito al Respighi di fare il loro gioco, ovvero il veloce gioco alla mano, e abbiamo guadagnato metri preziosi. Abbiamo fatto altre 3 mete con gli avanti o con aperture veloci dalle percussioni di quest'ultimi, mentre abbiamo concesso al Respighi solo un'altra meta, molto discussa dai ragazzi in campo. Ci sono stati attimi di nervosismo con l'estremo (peraltro rappresentante d'Istituto nonchè vicecapitano) che voleva uscire dal campo e andarsene. Io e il mediano lo abbiamo fermato e gli ho detto: "Sfoga la tua rabbia nel gioco e fammi vedere una meta!". Nel secondo tempo spettacolare sottomano del centro (anche questa provata in allenamento) per il mediano che ha allargato sull'ala che ha consengato all'estremo palla e meta. Un'altra meta per noi e finale asserragliato in difesa per il risultato finale di 6-2 per il Gioia, che si aggiudica il secondo posto del torneo!
Negli spogliatoi i ragazzi erano metà stanchi e metà forse pensavano già al domani pieno di studio, così non ci sono stati ecclatanti festeggiamenti, che mi sarei invece aspettato per un secondo posto. Io ho ringraziato i ragazzi e gli ho fatto i complimenti miei e del prof. dei Respighi, personaggio del rugby piacentino. Dall'inizio degli allenamenti ho sempre avuto paura della fine del torneo, di qualcuno che mi dicesse che non si era fatto abbastanza, che avremmo perso perchè non c'era stato impegno...Con grande piacere ho accolto la frase di uno dei rugbysti della squadra: "Volevo ringraziarti, ti sei sbattuto un sacco per noi...", corredata da un GRANDE MISTER! del più combattivo dei ragazzi in campo. Non è stato un secondo posto, ma queste frasi a farmi veramente felice :-D
BRIBORCO RULES!!!
Ho passato un paio di esami con 28 (sì perchè è andato bene anche Corrosione) ed ecco che sono stato preso dalla sindrome più diffusa tra gli universitari: la totale passività post-esami, l'universale tendenza verso la minima energia ed il massimo disordine.
Questa sindrome però non può sottrarmi dagli impegni quotidiani: è infatti già ora di ricominciare a studiare per gli esami (ne ho uno subito il 5 Giugno, giusto per guastare un altro ponte), devo fare il tagliando e ultimamente devo anche lavorare. Così mi passa la voglia di mettermi a scrivere perchè vorrei avere il giusto tempo per tutto. Così la rubrica Just in Piacenza, fiore sempreverde dell'inverno 2008, si è avviata ad un lento declino ed oggi che avrei voluto parlarvi di S. Rita, dello Stradone Farnese pieno di auto e macchine agricole, dei Frati Cappuccini che le benedicono e degli automobilisti che invece vorrebbero passare di lì che li maledicono, ma non ho foto, sembra voler piovere da un momento all'altro e quindi nada.
In compenso, oltre ad aver concluso ottimamente alcuni esami, mi avvio a concludere un'attività dal sapore incerto, ovvero la mia attività di allenatore della squadra di rugby del liceo. Un'attività nella quale ho riversato buona parte del mio impegno, come in quasi tutte le cose che faccio. Da una parte sono contento, perchè ho potuto organizzare il tutto sostanzialmente con "carta bianca", perchè l'attività mi ha tenuto vicino al rugby e perchè ho raggiunto uno dei miei obiettivi, ovvero indurre nei ragazzi la passione per il rugby e condurre almeno uno dei partecipanti ad iscriversi ad una squadra: sotto quest'ultimo aspetto si ha l'imbarazzo della scelta poichè a Piacenza ci sono 2 squadre di rugby con una solida storia alle spalle, anche se potete immaginare che il mio consiglio sia quello di preferire la sponda bianconera piuttosto che quella biancorossa! :-P
Qui viene il peggio. Agli inizi, nella squadra militavano solo giocatori Lyons, tra cui il sottoscritto; l'anno scorso è stata fatta una squadra di nuove reclute, allenata dal compagno Manuel e da suo cognato, seconda linea titolare del Piacenza Rugby. Una conduzione ibrida che ha portato una squadra giovane e sulla carta impreparata a conquistare il terzo posto del torneo. Ok, giocano 4 squadre, però per una squadra che si presenta per la seconda volta al torneo è un piccolo grande risultato. Arriviamo a quest'anno: i 30 iscritti all'attività (dopo i 20 degli anni passati) mi avevano fatto pensare ad un buon agonismo in allenamento e, nelle prospettive più rosee, alla partecipazione di 2 formazioni al torneo. Purtroppo il numero di ragazzi presenti ad allenamento è andato via via diminuendo, forse a causa della mia impostazione agonistica, sicuramente a causa di una scarsa collaborazione da parte della scuola. Ho cercato di insegnare ai ragazzi il rugby, ma qualche volta il numero dei partecipanti mi ha impedito di raggiungere lo scopo. Inoltre quest'anno la matrice rugbystica della squadra è di marca biancorossa e ho evinto che il fatto che allenasse un ex giocatore Lyons che arriva con il borsone Lyons, la tuta Lyons e i palloni Lyons non ha entusiasmato, nonostante questi ragazzi dovrebbero entrare a far parte della generazione che cancelli questo campanilismo rugbystico. Infine, manco ad essere una squadra vera, la preparazione è stata falcidiata dagli infortuni, peraltro avvenuti fuori dal campo di allenamento.
Morale della favola: arrivo a 3 giorni dal torneo con una squadra di 12 ragazzi (ricordo, si gioca in 7),di cui 7 giocano a rugby in una squadra ma solo 3 si sono allenati con una certa continuità; solo 4 ragazzi hanno superato i 5 allenamenti, di questi nessuno gioca in una squadra; per raggiungere la rosa completa ho convocato un ragazzo, che peraltro gioca mediano di apertura nella U17 del Piacenza che, come squadra, ha fatto tante belle cose quest'anno, che non si è mai presentato e che io non ho mai visto, quando invece non ho convocato il "promotore" della squadra nella scuola perchè a metà cammino, dopo aver sostenuto soli 2 allenamenti su 6, ha pensato bene di dirmi "Guarda, non me la sento più di giocare, arrangiati con gli altri". Il mio rammarico è che l'anno scorso c'era una squadra sulla carta pessima ma che c'ha creduto e portato a casa qualcosa; quest'anno c'è una squadra che sulla carta potrebbe essere competitiva, per la quale ho messo ha disposizione 11 allenamenti contro i 5/6 degli anni scorsi, ma che non ci sta credendo per nulla e l'unica cosa che continuo a pensare è che potrebbe finire come l'Europeo di Trapattoni.
Martedì alle 14.15 il ritrovo ed alle 15 scatterà il calcio d'inizio. Spero di sbagliarmi come spero di veder giocare delle grandi partite, saranno quei 45 minuti a dirmelo. Buon fine settimana!
BRIBORCO RULES!!!
M. Pourbaix (1904-1998) ha svolto un ruolo importante nel mondo della corrosione. [...] Ma torniamo alla sua tesi di laurea. Pourbaix la presentò una prima volta nel 1940. Chi doveva giudicarla non ne capì l'importanza e ne rinviò la discussione, in parte forse anche a causa della guerra appena iniziata, per cui la tesi potè essere discussa solo al termine del conflitto nel 1945. L'iniziale bocciatura non ha impedito che i suoi diagrammi diventassero la stele di Rosetta, come qualcuno li ha definiti, per capire i fenomeni di passività, e lui stesso uno dei principali scienziati a interessarsi di corrosione.
Anche ottant'anni prima, la tesi con cui Arrhenius presentò l'ipotesi della dissociazione elettrolitica delle soluzioni saline fu bocciata. Anche in questo caso la carriera del poco promettente laureando non fu troncata. Anzi. Evidentemente le bocciature nel campo della corrosione e dell'elettrochimica portano buono. Lo studente quindi non si preoccupi se gli succede di ripetere più volte l'esame di corrosione. Se lo si costringe a questo è per consentirgli una carriera sfolgorante, almeno quanto quella di Pourbaix o di Arrhenius. (dal libro di Corrosione e protezione dei materiali metallici)
Spero che le bocciature portino bene anche per gli esami di Termodinamica, altrimenti è un dramma!
Update (18/05/05, ore 10): Portano bene, portano MOLTO bene! Dopo due stressanti ore di orale nella giornata più plumbea di Maggio porto a casa un bel 28 (pronosticato da Tata) che risolve tanti problemi e porta finalmente un po' di tranquillità.
BRIBORCO RULES!!!
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